• I 6 migliori Software di videoconferenza

    Con questo articolo vorrei elencare i 6 migliori software disponibili sul mercato per sicurezza, semplicità, stabilità ed affidabilità.

    Innanzitutto vorrei spiegare brevemente cosa di intende per sistema di videoconferenza.

    Un sistema di videoconferenza è un sistema in grado di convogliare audio, e video tra due o più dispositivi, (pc, tablet, smartphone ecc). In questa definizione rientrano un’ampia gamma di prodotti con caratteristiche tecniche, funzionali e costi notevolmente diversi. La funzionalità minimale da garantire per una videoconferenza è l’audio; l’audio stesso costituisce uno degli elementi che determinano in prima battuta la buona riuscita di una videoconferenza.

    Oramai tutti i sistemi di videoconferenza dispongono di  un pannello dove sono indicati i partecipanti ed ognuno di essi può interagire.

    Dispongono altresì di una spazio di lavoro virtuale chiamato comunemente stanza,  in cui tutti i partecipanti possono condividere testi, immagini, tabelle ed altre informazioni.

    di seguito elenco una serie di software di videoconferenza che conosco per sicurezza ed affidabilità.

    L’ordine in cui ho elencato i software e’ puramente casuale.

    GoToMeeting

    Citrix GoToMeeting è un servizio ospitato sul web creato e commercializzato da LogMeIn.  Si tratta di un pacchetto software per riunioni online, condivisione desktop e videoconferenza che consente all’utente di incontrarsi con altri utenti di computer, clienti, clienti o colleghi via Internet in tempo reale.

    GoToMeeting è progettato per trasmettere la visualizzazione desktop di un computer host a un gruppo di computer collegati all’host tramite Internet. Le trasmissioni sono protette con crittografia ad alta sicurezza e password opzionali. Combinando un servizio di abbonamento ospitato sul web con il software installato sul computer host, le trasmissioni possono essere passate anche attraverso firewall.

    GoToMeeting è stato sviluppato nel luglio 2004.

    Nel febbraio 2017, GoToMeeting è diventato un prodotto di LogMeIn a seguito di una fusione tra LogMeIn e l’azienda GoTo di Citrix

    https://www.gotomeeting.com/it-it 

    Skype di Microsoft

    Skype  è un’applicazione di telecomunicazione specializzata nella fornitura di videochiamate e chiamate vocali tra computer, tablet, dispositivi mobili, console Xbox One e smartwatch su Internet. Skype fornisce anche servizi di messaggistica istantanea. Gli utenti possono trasmettere testo, video, audio e immagini. Skype consente le videoconferenze. Alla fine del 2010, c’erano oltre 660 milioni di utenti in tutto il mondo, con oltre 300 milioni stimati attivi ogni mese ad agosto 2015.  Ad un certo punto, nel febbraio 2012, c’erano 34 milioni di utenti contemporaneamente online su Skype.  Nel marzo 2020, secondo Yusuf Mehdi, vicepresidente aziendale di Microsoft per la vita moderna, la ricerca e i dispositivi, Skype oggi è utilizzato da 100 milioni di persone su base mensile e 40 milioni di persone lo usano quotidianamente.  Un aumento del 70% del numero di utenti giornalieri rispetto a un mese fa, a causa della pandemia di Corona virus.

    https://www.skype.com/it/

    Google Hangouts

    Google Hangouts è un prodotto software di comunicazione sviluppato da Google. Originariamente una funzionalità di Google+, Hangouts è diventato un prodotto autonomo nel 2013, quando Google ha anche iniziato a integrare funzionalità di Google+ Messenger e Google Talk in Hangouts. Nel 2017, Google ha iniziato a sviluppare Hangouts in un prodotto destinato alla comunicazione aziendale. Hangouts fa ora parte della linea di prodotti G Suite ed è costituito da due prodotti principali: Google Hangouts Meet e Google Hangouts Chat.  Google ha anche iniziato a integrare le funzionalità di Google Voice, il suo prodotto di telefonia IP, in Hangouts, affermando che Hangouts è progettato per essere “il futuro” di Voice. Google chiuderà la versione classica di Hangouts di G Suite a giugno 2020 (sostituita da Hangouts Meet e Hangouts Chat), ma continuerà a supportare la versione consumer di Hangouts classici.

    https://gsuite.google.it/intl/it/products/meet/

    Adobe Connect

    Adobe Connect (precedentemente Presedia Publishing System, Macromedia Breeze e Adobe Acrobat Connect Pro) è un software utilizzato per creare informazioni e presentazioni generali, materiali di formazione online, conferenze Web, moduli di apprendimento, webinar e condivisione desktop dell’utente. Tutte le sale riunioni sono organizzate in “contenitori”; con ciascun pod che svolge un ruolo specifico (ad es. chat, lavagna, nota ecc.). Adobe Connect faceva parte della famiglia Adobe Acrobat e ha cambiato nome più volte. Il prodotto è stato inizialmente sviluppato da una startup chiamata Presedia, che ha creato il sistema di pubblicazione Presedia e includeva un plug-in PowerPoint-to-Flash di prima generazione, che poi è diventato Adobe Presenter e un modulo di formazione. Macromedia ha acquisito Presedia e aggiunto un componente di conferenza Web in tempo reale, chiamato Breeze Live (in seguito ribattezzato Breeze Meeting). Nella versione 5, Macromedia Breeze includeva quattro applicazioni: Breeze Presenter, Breeze Training, Breeze Meeting ed Breeze Events (novità nella versione 5). In seguito all’acquisizione da parte di Adobe, Macromedia Breeze Meeting è stato inizialmente rinominato in Adobe Connect, quindi Adobe Acrobat Connect Professional (con una versione SMB denominata Adobe Connect) e ora viene rinominato come Adobe Connect. L’intera linea di prodotti include versioni rinominate di Breeze Training, Breeze Meeting, Breeze Presenter e Breeze Events.

    https://www.adobe.com/products/adobeconnect.html

    Teleskill videoconferenza

    Teleskill  è una soluzione di videoconferenza prodotta in italia, è usata in molti  ambiti: università, aziende, smart working. È il software ideale per realizzare classi virtuali, webinar e live meeting oltre che videoconferenze professionali e può collegare centiniaia di partecipanti tramite pc, tablet o smartphone. Si integra con le piattaforme e-learning più diffuse  e con i CMS più utilizzati quali WordPress e Joomla; questa particolarità allarga l’utenza base anche a professionisti singoli o piccole realtà aziendali e lo rende adatto per i corsi online.  Teleskill offre agli utenti è la possibilità di salvare lezioni o conferenze, fruibili così in un momento successivo. Un altro punto di forza di questo programma è la sua obiettiva leggerezza: nessun software da installare, nessun requisito fisico o hardware richiesto, compatibilità totale. Teleskill Videoconferenza Live è un software brevettato per erogare formazione accreditata e supporta un software di riconoscimento biometrico e di firma digitali, per garantire l’univocità della persona presente in videoconferenza.

    https://www.teleskill.it 

    Cisco Webex

    La piattaforma video Cisco Webex è inclusa in Meetings. Videoconferenza è fornita con un modello di software-as-a-service (SaaS) attraverso Cisco Webex Cloud con audio, video e conferenze Web. Supporta videoconferenze Meetings pianificate, Meet Now e personali.

    La piattaforma video Cisco Webex viene abilitata tramite Cisco Webex Cloud. Gli utenti possono accedere da molti tipi di dispositivi, tra cui endpoint SIP e H.323 basati su standard e client Webex. Fornisce collaborazione sicura B2B (business-to-business) e B2C (business-to-customer) in ‘una riunione’. L’esperienza ‘una riunione’ consente di condividere audio, video e contenuto in modo simile per tutti gli utenti che partecipano. Ciò offre tutti i vantaggi di una soluzione Cisco Webex abilitato TelePresence, ma ne estende la flessibilità consentendo ai clienti l’utilizzo del servizio da Cisco Webex Cloud. La piattaforma video Cisco Webex consente di creare riunioni come riunioni pianificate o Meet Now nonché di tenerle nelle sale riunioni personali.

    https://www.webex.com/video-conferencing

    Se avete bisogno di approfondire l’argomento per integrare un sistema di videoconferenza o chat sul vostro sito web aziendale contattatemi pure su https://www.sisgroup.it/contattaci/

  • Sentenza della cassazione: l’utente dei social può chiedere i dati dell’identità rubata

    03 Ago 2018 0 , Permalink 0

    Sfuggire all’identificazione per un profilo fake potrebbe essere più difficile, almeno stando alle ultime sentenze. I giudici, infatti, aprono agli elementi indiziari che potrebbero portare a individuare l’autore del reato oltre ogni ragionevole dubbio. Lo ha stabilito la Cassazione, con la sentenza 20485 depositata il 9 maggio scorso, secondo la quale, oltre agli accertamenti tecnici sui dispositivi, pesano anche gli elementi indiziari che, se precisi, gravi e concordanti, possono portare alla condanna.

    Così l’indirizzo Ip può identificare il colpevole, anche se proviene da un router aperto, ovvero non protetto da password, se altri elementi fanno convergere verso l’identificazione del fake, come i pregressi rapporti con la vittima, l’età e il contesto in generale. Tuttavia, la scarsa collaborazione dei provider e la possibilità di mascherare il proprio indirizzo Ip da parte degli autori dei reati informatici genera ancora vuoti di tutela.

    Chi si muove con abilità in rete sfrutta infatti le falle del sistema. A partire dalla possibilità di utilizzare indirizzi Ip dinamici o camuffati che simulano connessioni da oltreoceano oppure servizi Vpn (Virtual private network) che consentono di non far tracciare il reale indirizzo Ip di chi naviga. A oggi non esiste poi una responsabilità penale diretta dei provider (Google, Facebook) per gli illeciti commessi dagli utenti.

    Tuttavia, quando l’Internet service provider viene messo a conoscenza dell’esistenza di un contenuto illecito, l’articolo 17 del Dlgs 70/2003 prevede l’obbligo di informare l’autorità giudiziaria e di collaborare con le autorità per consentire l’identificazione del responsabile. Finora la giurisprudenza, nonostante alcuni tentativi di segno contrario, ha interpretato comunque questo dovere come una fonte di responsabilità esclusivamente civilistica.

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  • Gli effetti del nuovo regolamento Privacy UE 679/2016

    Il Regolamento UE privacy n. 2016/ 679 (siglato RGPD o GDPR) è in vigore.

    Il 25 maggio 2018 è diventato operativo al 100%. Il nuovo regolamento prevede un’unica serie di norme direttamente applicabili in tutti gli stati dell’Unione.

    Saranno necessari ancora notevoli adeguamenti per determinati aspetti, come la modifica delle leggi esistenti da parte degli stati nazionali o l’istituzione del Comitato europeo per la protezione dei dati da parte delle autorità di protezione dei dati.

    In Italia sono in corso d’opera i decreti legislativi attuativi dell’articolo 13 della legge 163/ 2013 e i provvedimenti del Garante previsti dai commi da 1021 a 1024 della legge 205/ 2017 (legge bilancio per il 2018).

    Il Regolamento UE 2016/ 679 manderà in soffitta la vecchia privacy (anche se non tutto il codice della privacy) e impone alle imprese di adeguarsi (nuovi adempimenti, soprattutto dal lato della sicurezza delle reti e degli archivi).

    Ci saranno effetti sulla conduzione corrente delle imprese e sulla vita quotidiana delle persone. A ricordarlo è stata la Commissione europea, che ha fornito una serie di esempi pratici.

    Partiamo da casi sviluppati dal lato dell’interessato, cioè del soggetto cui si riferiscono i dati personali.

    Alcuni  esempi per  vedere in concreto come si applica un istituto del Regolamento Ue 2016/ 679. 

    Società paghe/ responsabile esterno

    Un’azienda ha molti dipendenti. L’impresa sottoscrive un contratto con una società che si occupa di paghe per il pagamento degli stipendi. Il birrificio comunica alla società di servizi quando devono essere pagati gli stipendi, quando un dipendente cessa dal servizio e ha un aumento di stipendio e fornisce tutte le altre informazioni per l’elaborazione del listino paga e per il pagamento. La società di servizi fornisce il sistema informatico e conserva i dati dei dipendenti. L’azienda è il titolare del trattamento e la società di paghe è responsabile del trattamento.

    Cloud/ responsabile del trattamento

    Una società di vendita al dettaglio decide di conservare una copia dell’archivio dei clienti su un server cloud. A questo scopo viene sottoscritto un contratto con un provider conosciuto per i livelli di alta sicurezza, che si avvale di un sistema certificato di crittografica dei dati. Il cloud provider è un responsabile del trattamento, dal momento che la conservazione dei dati dei clienti della società è effettuata per conto della società commerciale.

    Dpo (responsabile della protezione dei dati, siglabile anche RPD)

    Il DPO è obbligatorio per: un ospedale che tratta una gran quantità di dati sensibili una società che offre servizi di sicurezza ambientale, che fa monitoraggio di centri commerciali e spazi pubblici una piccola società che si occupa di selezione del personale che profila I candidati

    Il DPO non è obbligatorio per: singolo medico che tratta i dati dei propri clienti piccolo studio legale.

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